Giorno 2 – La barzelletta del Ketchup

Nuova giornata di fatiche in quel di Shanghai. Incontriamo una serie di fornitori che si presentano in formazione tipica: capo indiscusso, indifferentemente uomo o donna, circondato da un numero variabile ma rigorosamente pari di collaboratori accondiscendenti.

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Come al solito il triumvirato da del suo meglio durante i pasti, in questo caso all’aeroporto.

Ci hanno riconosciuti

Arrivati al controllo passaporto, la vocina elettronica, gentilmente offerta da Google Translator, offre una traduzione di:

“Show your upright position to the camera”

Con un improbabile

“Favorire la posizione eretta per la telecamera”

Sentendosi riconosciuti e orgogliosamente chiamati in causa, guidati dal baffetto anni 70 di Bud, il trio si presenta fiero al controllo passaporti, mostrando il meglio di sé.

C’e da dire che le telecamere di Shanghai sono tarate ad altezza media locale, il che costringe Bud ad un limbo improvvisato che fa molto ridere il poliziotto (ancora non è chiaro se rideva per il limbo o per la posizione eretta, in evidente contraddizione)

La cena

Arrivati sul luogo della cena, la nostra collega locale ci fa andare avanti ad ordinare quel che vogliamo, per poi ordinare la sua cena in un locale accanto. Siamo un pochino insospettiti, ma tanto ormai son due giorni che mangiamo in Cina…

Arrivati alla cassa, il trio prende un succo di arancia in bottiglia a testa, unica cosa bevibile.

La barzelletta

Bud allora si rimembra della barzelletta del ketchup e chiede ad Alessio e Mattia se la conoscono, e siccome Alessio non era edotto, racconta la stessa con l’ausilio della bottiglietta del succo d’arancia.

Ora, chi non conosce la barzelletta del ketchup, non conosce Bud da sufficiente tempo, considerando che quando Bud azzecca una battuta buona, la ripete almeno 200 volte.

Chi la conosce sa che è la 42 (e chi non capisce la citazione, conosce Bud da ancora meno tempo).

L’epilogo

Mimando la barzelletta del ketchup si origina un onda d’urto all’interno della bottiglietta. La bottiglietta non subisce danni apparenti e viene appoggiata sul vassoio.

Non appena seduti, Bud solleva la bottiglietta per dissetarsi ed il fondo della stessa rimane sul vassoio mentre il liquido si riversa sui pantaloni di Bud e forma una inquietante pozza gialla sul pavimento.

La collega di Hong Kong non capisce l’accaduto e scoppia in una risata imbarazzata.

Con il poco rispetto di noi stessi che ci rimane, mangiamo un brodetto giapponese piccantissimo e prendiamo l’aereo abbandonando la Cina per nuove avventure in terra di Hong Kong

Post Scriptum

Essendo entrambe le barzellette di notevole impatto, chi volesse può contattare Bud in separata sede per delle ripetizioni private.

Post Post Scriptum (o Pre Scriptum)

La giornata era in realtà iniziata con bud che affronta una corsetta a Shanghai perdendosi nelle vie del mercato cinese decantate da Alessio, ma questa è una lettura riservata a chi segue l’evoluzione del grande campionato del Tri-Gliceride D’oro (le iscrizioni sono aperte)

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